UNA CIVILTA’ RAFFINATA
Salve a tutti,
oggi vi racconto una storia di grande fascino. La nascita della gioielleria etrusca. Questa civiltà è stata a mio avviso grandiosa e misteriosa allo stesso tempo…


Ha dato l’inizio a quella che poi sarà la cultura e vita romana con i grandi imperatori che noi tutti conosciamo. Essenziale per la crescita di Roma che finì per “assorbire” i vicini di casa con la caduta di Veio nel 396 A.C. (III secolo circa). Gli etruschi erano un popolo stabilitosi nell’area a nord del Lazio e tra il fiume Arno e il Tevere, la cosiddetta Etruria, (i primi nuclei proto urbani risalgono al IX secolo A.C.) Ma si espansero anche in Umbria, Campania e a nord toccando il Veneto. Sappiamo che intorno all’VIII secolo A.C. (la seconda metà) l’oro circola nel Lazio e in Etruria. Le città più conosciute erano Tarquinia, Veio, Populonia, Caere,(Cerveteri) Vetulonia. Soprattutto a Tarquinia l’oro insieme al bronzo viene usato per produrre oggetti a uso personale come le fibule. Ma che cosa indossavano gli Etruschi? Bisogna ricordare che la società era formata da un’aristocrazia e classi sociali inferiori e questo divario era molto marcato a quell’epoca. Testimonianza dei gioielli ce la forniscono numerose tombe dove erano accumulate le ricchezze. La tomba custodisce i defunti che indossano ricchi ornamenti, soprattutto le donne (che in questa civiltà potevano partecipare alla vita assumendo ruoli di rilievo nel mondo del lavoro e del commercio ed essere emancipate al contrario della cultura greca e romana). In uno spazio riservato della tomba stessa vi erano vasi d’oro e d’argento avori, oggetti bronzei. Anche attraverso gli affreschi possiamo risalire ai gioielli indossati. Con il passare del tempo affiorarono temi e tecniche orafe sempre più sofisticate e a volte si usavano soggetti orientali, come le palme. Quindi largo uso di fibule(spille) ad arco o sanguisuga che potevano essere d’oro, di argento o bronzo.

Le fibule da donna spesso avevano una lavorazione a sbalzo (rovescio) o dell’ambra. Vi erano anche dei curiosi oggetti chiamati Affibbiagli con motivi di leoni, sfingi, o geometrici. Ferma trecce a spirale,

o diademi a sbalzo, orecchini a bauletto,

a disco, a grappolo, con pendenti a piramide, e le collane con pendenti a bulla, vaghi biconici (vaghi= dal latino baca, perla: una sorta di sferette che si infilavano nella collana)

pendenti ovali, pettorali, chi più ne ha più ne metta… Si fa largo uso della granulazione (minuscole palline) e della filigrana che decorano i monili e oggetti vari. Pensate che ancora oggi è un mistero sulla realizzazione della granulazione, di come sia possibile creare le sferette cosi minuscole tutte uguali, un lavoro eccezionale che ha dell’incredibile. Le collane erano create usando anche pietre dure.

Questi pendenti potevano essere a forma di anforette che raccoglievano essenze odorose. Le Armille si portavano al braccio e anch’esse potevano avere dei pendagli. Abbiamo testimonianza di alcune monete d’oro raffiguranti la testa di un leone del valore di 12,50- 25- 50 datate forse VI-V secolo. A.C. Si pensa sia stato un tentativo di scambiare la moneta a scopo commerciale o cerimoniale. Ma rimane tutto avvolto in un mistero… La civiltà etrusca si indebolì a causa della perdita del commercio marittimo oltre che dalle invasioni. C’è chi dice che una vita dedita al lusso e ai piaceri a lungo termine lede la capacità di reagire agli avvenimenti. Mi piace pensare che tutte le cose seguano un proprio corso d’inizio, vita, e fine. Ma ancora oggi abbiamo testimonianze di questo splendido popolo… Senza fine.
Al prossimo articolo!
Fonti:
L’Oro Degli Etruschi- Istituto Geografico Deagostini S.P.A. 1983- Cateni, Cristofani, Martelli, Rizzo.