ORO

L’ORO E I SUOI MISTERI

Buongiorno, Vorrei descrivervi oggi qualche curiosità su un metallo nobile. L’Oro Aurum = Au

Oro foto di Karol Bancerz da Pixabay

Questo splendido dono della natura, proviene dalle miniere di quarzo, o in qualche caso dalle pepite rimaste sul letto dei fiumi. Conosciuto anticamente, veniva lavorato già nel 3000 A.C. Nelle zone del Medio Oriente e in Grecia (abbiamo degli esempi con l’oreficeria della civiltà minoica), ma anche dagli egizi, etruschi, romani, celti e così via. Per gli orefici fu una scoperta incredibile, per la prima volta si poteva utilizzare un materiale e lavorarlo, man mano con la scoperta di varie tecniche, in modo sempre più squisito e raffinato. L’Oro infatti è malleabile, duttile, non è soggetto a corrosione né ossidazione. Allo stato puro può essere battuto senza il rischio di frantumarsi, e si può “assottigliare” fino a formare dei fogli con uno spessore minino, o ridurlo in fili. In antichità si trovò anche un legame con il divino, basti pensare all’oreficeria religiosa all’epoca dell’ Imperatore Costantino alla corte di Bisanzio (cristianesimo), oppure durante il Medioevo. L’Oro con il suo colore e luminosità rimanda alla luce che emana Cristo. Gli artigiani che lo lavoravano fecero parte per secoli di un élite. Sapevate che artisti del Rinascimento italiano come Donatello o Botticelli prima di diventare pittori fecero apprendistato come orefici? Ecco perché nei loro dipinti i soggetti indossano spesso dei gioielli come le perle o pietre preziose. Anche la rarità nel reperirlo ha giocato un ruolo fondamentale nel desiderio di possederlo. Una  storia curiosa che voglio raccontarvi è quella degli alchimisti.

Il Linguaggio degli alchimisti foto da Pinterest

Durante il periodo tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 in tutta Europa ci fu una febbre dell’alchimia, la cui “missione” era quella di trasformare i metalli vili, come il piombo o lo stagno, in oro e quindi in ricchezza. Negromanti capaci di fare ciò si presentavano alle corti europee sperando di avere la protezione di un sovrano e il proprio benessere. Circolavano molti imbroglioni che approfittavano di questa situazione. Ma spesso incapaci di svolgere il loro compito venivano incarcerati oppure giustiziati. Una figura capace invece era “SENDIVOGIUS” un alchimista che rimase a Praga alla corte di Rodolfo II

Ritratto di Rodolfo II d’Asburgo, opera di Joseph Heintz il Vecchio, Wikipedia (pubblico dominio)

per addirittura 18 anni. Egli trasformò dei metalli sotto forma di un “olio” particolare di cui il sovrano si impossessò. Ma questi non lo pagò mai in “talleri” (la moneta dell’epoca). Cosi Sendivogius lasciò la corte e approdò al servizio di un famoso mercante di nome Louis Koralek, dove non riuscì di trasformare il piombo in oro ma il ferro in argento e finalmente venne ricompensato in denaro. Vorrei concludere questo viaggio sulla scoperta dell’Oro aggiungendo che un famoso libro sull’alchimia fu pubblicato nel 1617 con il titolo “Atalanta fugiens” che descriveva diversi passaggi per la trasmutazione alchemica dei metalli in oro, purtroppo comprensibili soltanto per alchimisti e maghi e cosi questo rimase per sempre un segreto.

Fonti:

Storia dei Gioielli -Anderson J. Black- 2019 Casa editrice Odoya srl

Storica National Geographic

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