Buon pomeriggio a tutti, oggi vorrei raccontarvi qualche curiosità di un particolare periodo storico. Il Rinascimento. Fucina di orafi, artisti, inventori e scultori fu un’epoca di grande fascino e mistero. Cominciamo il nostro viaggio da Firenze dove nacque nel 1445 Alessandro Filipepi, detto il Botticelli, grande rappresentante dell’Umanesimo. Egli mosse i suoi primi passi nella bottega orafa del fratello Antonio dove imparò a creare gioielli. Ecco il motivo per il quale nei suoi dipinti possiamo trovare una pittura molto dettagliata dei monili che rappresentava. In seguito divenne allievo di Filippo Lippi e riprese il suo stile in molte delle sue opere. Vorrei farvi sognare descrivendovi due dei suoi quadri. Il primo si chiama la Fortezza, dipinto nel 1470.

Come potete notare questa Virtù, che rappresenta la fermezza, ha un’ acconciatura decorata con perle, molto in uso fra le nobildonne del 400. Si riconosce una perfetta padronanza dell’arte orafa dal modo minuzioso con cui è rappresentata. Anche gli abiti sono decorati con perle e persino il bastone che ha in mano, presenta delle minuscole gemme rosse, forse rubini. Questo splendido quadro lo possiamo ammirare nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Il secondo quadro che voglio presentarvi è la Primavera, dipinto sempre dal Botticelli nel 1480.


Al centro del quadro troviamo Venere, bellissima, con la sua veste decorata con perle. Sempre una perla decora l’acconciatura. Sotto il seno, possiamo notare un pendente d’oro con un rubino. Spostando lo sguardo a sinistra della composizione notiamo Le tre grazie, che danzano armoniose. Una di loro è ornata con uno splendido pendente fiorentino composto da tre perle e una pietra rossa, rappresentata con tridimensionalità. Al centro nessun gioiello, quasi per dare uno spazio visivo, pronti per ammirare la prossima figura. Una spilla d’oro con quattro grandi perle, adorna la veste della Grazia a sinistra. Anche la sua acconciatura è ornata da una grande perla. Possiamo quindi riassumere che le perle e i rubini erano delle gemme fortemente desiderate dalle nobildonne dell’epoca. Anche questo dipinto è conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Vorrei parlarvi ora di due grandi artisti, anche loro orafi ancora prima che pittori, sempre in scena nel Rinascimento. Sto parlando di Antonio e Piero del Pollaiolo. Nacquero a Firenze, il primo nel 1431 e Piero nel 1441. Fu quest’ultimo a iniziare il fratello Antonio alla pittura. Insieme realizzarono molti quadri e ancora oggi non si sa bene a chi dei due fratelli attribuire un ‘opera. Il nome Pollaiolo deriva dal mestiere del papà, un venditore di polli. Antonio del Pollaiolo nel 1457 realizza insieme ad altri due artisti la “Croce del Tesoro di San Giovanni” una testimonianza superba di arte orafa.

In argento, lavorato a incisione, cesello e con smalti è custodito a Firenze nel Museo dell’Opera del Duomo. Composta da moltissimi dettagli ci vollero due anni per completarla. Una vera meraviglia che ci lascia senza fiato. Un’altra opera degna di essere menzionata è la Giustizia, realizzata nel 1470 da Piero del Pollaiolo. In realtà come accadde per gli altri dipinti non si sa con certezza chi dei due fratelli la dipinse. Forse entrambi.

Questa Virtù, indossa una splendida veste ricamata d’oro e impugna nella mano sinistra una spada, la cui elsa è decorata con delle gemme rosse. Sotto la mano destra è presente un planisfero. Come possiamo notare l’armatura della spalla sinistra è decorata con quattro grandi perle che contornano una gemma rossa. E sopra un’elaborata acconciatura troviamo un copricapo decorato con delle grandi perle e una gemma blu. Scendendo con lo sguardo, l’orlo della seconda veste è tempestato di perle e gemme. Questo dipinto è conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Guardando queste opere, possiamo affermare con certezza l’importanza che i gioielli hanno avuto nel corso della storia e che hanno tuttora, simboli di bellezza e potere, rappresentati con straordinario realismo da coloro che furono orafi ancora prima che pittori. Al prossimo articolo!
Fonti:
– Uffizi.it
– G.C. Argan -Storia dell’arte italiana, 1968 Sansoni editore Nuova S.p.A Firenze